Hyper graph | Le radici sono importanti
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Le radici sono importanti

Immagine blog Hypergraph

Le radici sono importanti

“…Le radici sono importanti…”. Si esprime così la “Santa”, nello spiegare perché la sua dieta era esclusivamente a base di radici (senza atteggiarsi ad usufruente dell’ormai onnipresente ZENZERO, da grattugiare anche sui cavoli a merenda).

E’ il passo decisivo che convince definitivamente Jep Gambardella a realizzare il suo secondo romanzo.

Si, si sta palesemente spoilerando il finale de “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino: tanto se ancora non lo avete visto, vuol dire che la vostra resistenza è durata fino al “T chiavass” di Carlo Buccirosso.

Ma è proprio così, le radici sono importanti, sono la base su cui si dà significato a tutte le nostre esistenze. Spesso si sottovalutano, si crede di poterle piantare ovunque si vada, in questo mondo caratterizzato da un destabilizzante abuso di globalizzazione.

Invece no, per quanto ci si possa illudere di sentirsi cittadini del mondo, valle a sradicare le radici che ti incatenano alla base della tua storia, dei tuoi antenati, anche se inconsapevolmente non riesci a darne l’importanza che effettivamente esse possiedono. O meglio, c’è chi già ne è consapevole e chi non lo è: questi ultimi hanno bisogno di perdere per sempre i portatori sani delle origini della propria identità per recuperarne post mortem la loro importanza.

Bisogna tenere conto della forza dell’identità dunque, anche quando si scende dal livello filosofico a quello del marketing.

Del resto i due rami, anche se su piani diversi, sono strettamente collegati, altrimenti perché le aziende, dalle mastodontiche a quelle minute, tengono così tanto alla loro messaggio filosofico/identificativo – Pay Off (I’m loving It, Think different, Impossible is nothing, Just do it ecc…)?

Appurata l’importanza essenziale dell’identità, viene naturale comprendere che quando si lavora allo sviluppo di un brand, per quanto possa riguardare tematiche 2.0, 3.0, 4.0 a salire, l’ombra identitaria che caratterizza il midollo dell’azienda deve sempre aleggiare rassicurante sulle nostre teste creative, altrimenti succede che “chi parte sa da cosa fugge, ma non sa che cosa cerca”, per citare Lello.

 

*L’immagine in evidenza è tratta dal film “La Grande Bellezza”